
10 Gennaio, 2025
La 29ª Conferenza delle Parti (COP29) della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) si è tenuta a Baku, in Azerbaigian, dall’11 al 22 novembre 2024.
La COP29 ha segnato una tappa importante del percorso iniziato alla COP28 di Dubai, nel 2023 – dove fu raggiunto lo storico accordo sul transitioning away, ovvero l’uscita progressiva dalle fonti fossili già a partire da questo decennio – verso la COP30 di Belém. In Brasile, nel 2025, i paesi saranno valutati sui loro nuovi obiettivi e piani nazionali di riduzione delle emissioni al 2035, i cosiddetti NDCs (Nationally Determined Contributions).
A Baku, la finanza climatica è stata il tema centrale. Infatti, i 198 Paesi si sono riuniti per discutere il nuovo obiettivo di finanza per il clima (New Collective Quantified Goal – NCQG), destinato ad aiutare le nazioni più vulnerabili nell’affrontare i cambiamenti climatici. Le Parti hanno raggiunto un accordo sull’aumento minimo necessario dell’obiettivo globale di finanziamento climatico. Il nuovo traguardo, che prevede di aumentare il supporto ai paesi in via di sviluppo da 100 ad almeno 300 miliardi di dollari all’anno, ha messo a dura prova la pazienza dei gruppi negoziali. Il compromesso tra le Parti è stato possibile anche grazie all’istituzione della Roadmap Baku-Belém, per un aumento progressivo delle risorse finanziarie provenienti sia da fonti pubbliche che private. L’obiettivo della Roadmap è quello di raggiungere 1.300 miliardi di dollari l’anno di finanza per il clima entro il 2035.
Dal punto di vista geopolitico, la COP29 si è svolta in un contesto di forte frammentazione, segnato dall’insediamento della nuova Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen, dal risultato delle elezioni americane – con la vittoria di Donald Trump – e dai conflitti che affliggono sia il Nord che il Sud globale. In questo contesto, la COP29 non è riuscita a fare progressi su alcuni temi chiave, rimandando le discussioni ai prossimi appuntamenti della diplomazia climatica. Tra questi, il UAE Dialogue, il Global Stocktake e il Just Transition Work Programme.
Tuttavia, nonostante le difficoltà, quasi 200 Paesi sono riusciti a raggiungere un accordo. Sebbene la frustrazione per il processo decisionale fosse evidente, i ministri hanno ribadito il loro impegno verso i meccanismi multilaterali come unica soluzione praticabile alla crisi climatica globale.
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Tutto quello che devi sapere per comprendere i negoziati e la diplomazia climatica
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Shaping a new electrification action plan for Europe
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Navigating Climate Challenges: A Collective Approach for the Mediterranean at COP29
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Triplicare le energie rinnovabili: attuare l’obiettivo di Dubai coniugando azione climatica e natura
Quella di Baku sarà la quarta COP a cui parteciperà una delegazione di ECCO. Scopri di più sui nostri lavori nelle precedenti conferenze sul clima