Comunicato stampa

Summit Italia-Africa – Il vertice delle ambiguità. Dubbi su ambizione in ambito clima, energia e sviluppo

Comunicato Stampa - Roma, lunedì 29 gennaio 2024

LUNEDÌ 29 GENNAIO 2024 – ROMA In corso oggi a Roma il Summit Italia-Africa, con la presenza dei rappresentanti di 46 Stati africani, delle istituzioni europee, delle organizzazioni internazionali e delle banche multilaterali di sviluppo.

Abbiamo analizzato l’intervento di Giorgia Meloni, leggendo nelle sue parole un’opportunità mancata.

Scarica qui il comunicato stampa sul Summit Italia-Africa

Il discorso di apertura del Summit della Presidente Giorgia Meloni ribadisce la centralità del Continente africano nella politica estera italiana e la chiara volontà di dare un segnale politico forte a livello internazionale, trasformando quella che era una conferenza interministeriale in un Summit ai più alti livelli.

Gli interventi della Presidente Meloni e del Ministro degli Esteri Tajani non hanno fornito molte informazioni sugli aspetti concreti del Piano Mattei, limitandosi a confermare le indicazioni ampiamente sostenute negli ultimi mesi sull’approccio paritario e non predatorio. Rimane ancora incertezza sull’implementazione del Piano e forte ambiguità su clima ed energia.  

Un aspetto rilevante del Summit è l’esclusione tra i partecipanti dei rappresentanti della società civile africana. Società civile che si è dimostrata compatta nelle sue richieste nella lettera inviata i giorni scorsi al Presidente Sergio Mattarella e al Governo.

 

Silvia Francescon, Senior expert di politica estera di ECCO ha detto

La partecipazione dei leader africani è andata oltre le aspettative. Tuttavia, affinché il Piano Mattei sia davvero innovativo e inclusivo ci aspettiamo un’apertura verso la società civile italiana e africana, assente oggi dal Summit.

Clima e energia si confermano pilastro centrale del Piano, ma rimangono diverse ambiguità. Manca inoltre un chiaro riferimento agli impegni internazionali sul clima, ribaditi dal Governo italiano anche in occasione dell’ultima COP28 di Dubai. Un’opportunità persa se gli obiettivi del Piano non si allineeranno agli impegni sul clima e alle opportunità della transizione

Attendiamo il termine del Summit e maggiori dettagli per comprendere appieno la proposta italiana che al momento rimane ancora fortemente ambigua.”

 

Lorena Stella Martini, Analista di politica estera di ECCO, ha detto:

“La premier Meloni ha citato una lista di progetti pilota in ciascuna delle aree di lavoro del Piano Mattei. Tuttavia, rimane il rischio che queste iniziative rimangano slegate e singole, e che manchi un quadro strategico in grado di orientare una nuova fase di relazioni tra i Paesi africani, l’Italia e l’Europa.”

“Riemerge l’ambizione di fare dell’Italia un “hub energetico” tra Europa e Africa. Anche questo rimane però al momento un concetto ambiguo: ci si riferisce a fonti rinnovabili, a fonti fossili, o a entrambe? E con quali obiettivi? Se parliamo di fonti fossili, nuovi investimenti in gas africano non servono a garantire la sicurezza energetica per l’Italia e l’Europa, che come emerge da numerosi studi, è stata già raggiunta con l’infrastruttura attuale.  

Sostenere lo sviluppo del Continente africano attraverso nuovi investimenti nelle fonti fossili non è la strada giusta. Realtà quali Mozambico e Repubblica del Congo mostrano come una crescita sostenibile e di lungo periodo dell’Africa non può basarsi sul fossile.”

 

E il clima? Nonostante l’estrema vulnerabilità al cambiamento climatico che caratterizza il Continente africano, nessun riferimento è stato fatto alla dimensione climatica nel parlare del partenariato energetico Italia-Africa. All’impatto del clima sulle migrazioni, fattore sempre più centrale, si è accennato soltanto con riferimento alla questione della scarsità idrica, che genera e aggrava conflitti e aumenta i flussi migratori. Il fatto che il Fondo Italiano per il Clima sia stato citato come maggiore veicolo finanziario del Piano fa sperare che le dimensioni della mitigazione e dell’adattamento al cambiamento climatico costituiscano davvero delle aree centrali del Piano Mattei.

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