Finanza per lo sviluppo e per il clima
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Finanza per lo sviluppo e per il clima: la riforma dell’architettura finanziaria internazionale

Leggi il policy briefing “Finanza per lo sviluppo e per il clima: la riforma dell’architettura finanziaria internazionale”

La Presidenza italiana del G7 2024 coincide con l’ottantesimo anniversario degli accordi di Bretton Woods, che nel 1944 portarono alla creazione del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale. In un contesto caratterizzato da profonda instabilità, questi due consessi sono chiamati a implementare riforme che adeguino la governance economica globale alle sfide del XXI secolo, affinché si acceleri l’impegno nella finanza per lo sviluppo e per il clima.

Una riforma della governance economica globale è urgente. Gli investimenti necessari per affrontare i cambiamenti climatici e la transizione energetica in modo equo e inclusivo si stimano in circa 1000 miliardi di dollari nel 2025 e 2400 miliardi entro il 2030, con un gap di spesa da 4000 miliardi di dollari da colmare per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals o SDGs). Anche la qualità degli investimenti necessita una revisione profonda. Secondo un’analisi di OCI, nonostante gli impegni di terminare il supporto alle fonti fossili da parte della finanza pubblica, il G20 e le Banche Multilaterali di Sviluppo (BMS) hanno continuato a fornire 142 miliardi di dollari di finanziamenti pubblici internazionali per i combustibili fossili tra il 2020 e il 2022, equivalenti a quasi 1,4 volte il sostegno fornito alle fonti di energia pulita nello stesso periodo (104 miliardi di dollari). Inoltre, è necessario adeguare il governo di queste istituzioni in modo che dia maggiore voce e potere decisionale ai Paesi in via di sviluppo (PVS) e ai Paesi vulnerabili al cambiamento climatico, in un contesto di sfide globali che richiedono soluzioni collettive e in un momento di forti tensioni geopolitiche e sfiducia generalizzata nelle istituzioni multilaterali.

Ci sono tre questioni fondamentali al centro di questa agenda di riforma:

  1. Un aumento sostanziale nella finanza per lo sviluppo e per il clima, sia quella a termini agevolati che quella privata. Saranno necessarie nuove fonti di finanziamento innovative, inclusa la tassazione, soprattutto in un momento in cui gli spazi fiscali si riducono, così come la mobilitazione di finanziamenti privati, sia a livello domestico che internazionale.
  2. Una rete di sicurezza economica globale rafforzata che garantisca:
    • un più facile accesso a livelli più elevati di liquidità per Paesi con crescenti necessità di spesa pubblica;
    • una riforma del sistema preposto al trattamento e alla ristrutturazione del debito internazionale per renderlo più giusto ed efficiente, e la creazione di strumenti di credito che meglio ne garantiscano la sua sostenibilità;
    • una maggiore capacità di rispondere alle crisi con prontezza.
  3. Un modello finanziario basato sul partenariato che dia voce e rappresentanza agli interessi dei PVS e renda possibile una genuina cooperazione a livello geopolitico e che aiuti a ripristinare la fiducia nel sistema multilaterale.

L’anno in corso e il 2025 presentano un fitto calendario di opportunità per le politiche internazionali di avanzare questa agenda.

Nel futuro immediato l’Italia può giocare un ruolo strategico in due appuntamenti chiave. Dal 17 al 19 aprile, avranno luogo a Washington gli incontri primaverili del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale: un appuntamento con cadenza semestrale in cui istituzioni, Direttrici e Direttori esecutivi, Ministre e Ministri delle finanze e leader della società civile si riuniscono per discutere lo stato dell’economia globale, le prospettive di crescita, la stabilità finanziaria e la riduzione della povertà. A margine delle riunioni si svolgeranno anche un incontro delle Ministre e Ministri delle finanze e delle Governatrici e Governatori delle Banche centrali del G7 e del G20. Nell’anno della Presidenza italiana del G7, questi incontri fanno da apripista alla Ministeriale su Clima, Energia e Ambiente, prevista dal 28 al 30 aprile a Torino, e a quella Finanze, che avrà luogo dal 23 al 25 maggio a Stresa e che anticipa il Vertice dei Leader dal 13 al 15 giugno a Borgo Ignazia, in Puglia.

In questo studio vengono presentate le principali proposte di riforma dell’architettura finanziaria internazionale che mirano a trasformare le istituzioni coinvolte (Banche multilaterali, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale) attuando le raccomandazioni della revisione degli indicatori di adeguatezza patrimoniale del G20 (Capital Adequacy Frameworks o CAF), a mobilitare le risorse finanziarie innovative per affrontare le sfide esistenti, come i Diritti speciali di prelievo (DSP) e nuove forme di tassazioni, e ad aumentare il volume di sovvenzioni e finanza agevolata tramite IDA per aiutare a ridurre il peso del debito tra i paesi più poveri e vulnerabili.

Leggi il policy briefing “Finanza per lo sviluppo e per il clima: la riforma dell’architettura finanziaria internazionale”

 

Foto di micheile henderson

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