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Il caro bollette a Milano, Roma e Palermo. Quanto costa e chi paga?

Siamo arrivati alla fine di settembre e per tutti significa una cosa soltanto: quanto mi costerà scaldare casa?

Nonostante le attese e la pressante necessità di azioni immediate di risparmio che richiedono tempestività e trasparenza verso i consumatori, ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) non ha ancora aggiornato il valore del prezzo del gas di ottobre, rimandando i dati a a inizio novembre.

Abbiamo stimato il costo della bolletta gas nel prossimo inverno per tre abitazioni tipo di 38, 70 e 110 mq in quattro città italiane: Milano, Roma e Palermo. Questa analisi, prende a riferimento il prezzo del gas di settembre, per stimare il costo della bolletta a fine inverno, il costo giornaliero di riscaldamento e la differenza rispetto all’inverno pre-pandemia 2019/20. Cifre preoccupanti.

Lo sforzo economico che le famiglie dovranno sostenere questo inverno sarà ingente, indipendentemente dai sostegni assicurati dall’intervento pubblico. Per non esporre le famiglie a costi insostenibili, e le imprese a inevitabili esposizioni per morosità, è doveroso informare degli impatti economici del prezzo del gas in un contesto di instabilità geopolitica.

C’è di più. Le bollette del gas sono indicizzate al cosiddetto Punto di Scambio Virtuale (PSV).  Il PSV, come indica l’acronimo, è una piattaforma di scambio ma non una borsa vera e propria, e non ha le caratteristiche di trasparenza e pubblicità di una borsa. Questo rende il PSV inappropriato, poiché al suo prezzo sono indicizzate le tariffe italiane di gran parte delle offerte nel mercato libero e ora anche le tariffe di “tutela”. Se riteniamo, malgrado la sempre maggiore interconnessione tra i mercati, che serva un indice mediterraneo del gas, occorre che questo si inserisca in un mercato trasparente e che il suo valore sia facilmente monitorabile dal consumatore finale.

 

Il prezzo gas

Non è possibile prevedere il prezzo del gas di questo inverno. Le variabili più significative che lo definiscono, ovvero l’andamento di un conflitto bellico e la possibilità/capacità di intervento dei governi nel fissare il prezzo, sono infatti imprevedibili e ancora da verificare.

In questa analisi prendiamo a riferimento il valore del PSV di settembre 2022. Nei primi dieci giorni del mese, il PSV registrava valori oltre i 200 €/MWh, scesi intorno ai 180 €/MWh nei successivi dieci giorni. A settembre 2019 il gas costava 13 €/MWh. Negli ultimi giorni di settembre il PSV è ulteriormente sceso sino a 80 €/MWh avvicinandosi a normali dinamiche di domanda e offerta del mercato. Dinamiche nuovamente influenzate dagli eventi del Mare del Nord e dal sabotaggio del gasdotto Nord Stream.

Il forte legame tra le dinamiche dei mercati e le tensioni geopolitiche è causa dell’incertezza sull’andamento del prezzo, e la situazione non sembra destinata a cambiare nei prossimi mesi. Sarà quindi un inverno difficile, e non per una tanto paventata mancanza di volumi di gas – il livello degli stoccaggi ha raggiunto il 90% -, ma per un costo della materia prima.

I rincari saranno importanti, nonostante gli oltre 50 miliardi di euro impiegati dal Governo Draghi a sostegno di famiglie e imprese. Se i prezzi dovessero rimanere attorno ai valori attuali, l’azzeramento degli oneri di sistema e la riduzione dell’IVA al 5% nella bolletta gas serviranno ben poco a ridurre la spesa energetica delle famiglie.

 

La nostra analisi: il caso di Milano, Roma e Palermo

 A Milano per riscaldare, cucinare e produrre acqua calda sanitaria (ACS) nel periodo novembre-marzo in un’abitazione di 70 mq in classe energetica G si spenderanno circa 1540 € in più rispetto allo stesso periodo dell’anno pre-Covid 2019-2020. In una casa di 110 mq si spenderà invece circa 2400 € in più. Nei grafici 1, 2 e 3 riportiamo le stime di costo per tre abitazioni tipo in classe G nell’inverno 2019-2020 e per il prossimo inverno in tre città italiane: Milano, Roma e Palermo. La classe di efficienza G è quella in cui ricade il maggior numero di abitazioni sul territorio italiano (grafico 4).

La differenza è evidente e per qualcuno non sarà sostenibile. Se a gennaio 2021 una famiglia milanese spendeva circa 7 euro al giorno per riscaldare la propria abitazione di 70 mq, questo inverno ne spenderà 21, nonostante gli interventi del Governo. Il triplo (grafico 5).

Grafico 1 – Confronto tra la stima di costo stagionale (novembre-marzo) nell’inverno 2022-2023 e 2019-2020 per riscaldamento, cucina e acqua di un’abitazione a Milano in classe energetica G di varie dimensioni.  (a) Per l’inverno 2022-2023 il prezzo della materia prima gas è calcolato sommando la media aritmetica delle quotazioni giornaliere day ahead dell’indice PSV di settembre 2022, uno spread pari a 0,11 €/Smc e un contributo annuale fisso di 96 €. Per le altre voci della bolletta (costi di trasporto, oneri, accise) sono state utilizzate le condizioni economiche stabilite da ARERA per il III trimestre 2022. L’IVA corrisponde al 5%. Per il 2019-2020, invece, sono state utilizzate le condizioni economiche stabilite da ARERA per il IV trimestre 2019 e il I trimestre 2020. L’IVA corrisponde al 10%-22%. Il prezzo della materia prima gas è pari alla somma della media mensile delle quotazioni day ahead dell’indice PSV nel periodo di riferimento, di uno spread pari a 0,11 €/Smc e di un contributo annuale fisso di 96 €.

Grafico 2 – Confronto tra la stima di costo stagionale (novembre-marzo) nell’inverno 2022-2023 e inverno 2019-2020 per uso riscaldamento, cucina e produzione di ACS di un’abitazione a Roma in classe energetica G di varie dimensioni. (a) Per l’inverno 2022-2023 il prezzo della materia prima gas è calcolato sommando la media aritmetica delle quotazioni giornaliere day ahead dell’indice PSV di settembre 2022, uno spread pari a 0,11 €/Smc e un contributo annuale fisso di 96 €. Per le altre voci della bolletta (costi di trasporto, oneri, accise) sono state utilizzate le condizioni economiche stabilite da ARERA per il III trimestre 2022. L’IVA corrisponde al 5%. Per il 2019-2020, invece, sono state utilizzate le condizioni economiche stabilite da ARERA per il IV trimestre 2019 e il I trimestre 2020. L’IVA corrisponde al 10%-22%. Il prezzo della materia prima gas è pari alla somma della media mensile delle quotazioni day ahead dell’indice PSV nel periodo di riferimento, di uno spread pari a 0,11 €/Smc e di un contributo annuale fisso di 96 €. 

Grafico 3 – Confronto tra la stima di costo stagionale (novembre-marzo) nell’inverno 2022-2023 e inverno 2019-2020 per uso riscaldamento, cucina e produzione di ACS di un’abitazione a Palermo in classe energetica G di varie dimensioni. (a) Per l’inverno 2022-2023 il prezzo della materia prima gas è calcolato sommando la media aritmetica delle quotazioni giornaliere day ahead dell’indice PSV di settembre 2022, uno spread pari a 0,11 €/Smc e un contributo annuale fisso di 96 €. Per le altre voci della bolletta (costi di trasporto, oneri, accise) sono state utilizzate le condizioni economiche stabilite da ARERA per il III trimestre 2022. L’IVA corrisponde al 5%. Per il 2019-2020, invece, sono state utilizzate le condizioni economiche stabilite da ARERA per il IV trimestre 2019 e il I trimestre 2020. L’IVA corrisponde al 10%-22%. Il prezzo della materia prima gas è pari alla somma della media mensile delle quotazioni day ahead dell’indice PSV nel periodo di riferimento, di uno spread pari a 0,11 €/Smc e di un contributo annuale fisso di 96 €. 

 

Grafico 4 – Distribuzione degli Attestati di Prestazione Energetica (APE) per zona climatica e percentuale di APE per classe energetica e zona climatica (Fonte: ENEA) 

 


Grafico 5 – Confronto tra la stima di costo giornaliero* (€/giorno) nel periodo invernale novembre-marzo tra inverno 2022-2023 e inverno 2019-2020 per uso riscaldamento, cucina e produzione di ACS in un’abitazione di 70 mq in classe G nel comune di Milano. * È stimato il costo nel giorno del mese in cui la temperatura media giornaliera ha registrato il valore minimo. La media è calcolata sulla base delle temperature giornaliere registrate dal 2015 ad oggi

Prezzi proibitivi da nord a sud

A Roma nei dieci giorni più freddi d’inverno la bolletta gas di una casa di 110 mq potrebbe costare fino a 36 € al giorno. Costo che scende a 27 € al giorno a Palermo, dove la temperatura più fredda è di oltre 8 gradi superiore a quella di Milano. Prendendo a riferimento il costo giornaliero per la temperatura media del periodo invernale nelle tre città selezionate, vediamo come il costo per l’uso del gas per abitazioni superiori ai 70 mq è sempre a due cifre, con prezzi critici per le abitazioni più grandi. Per esempio a Milano a fronte di una temperatura esterna di 8 gradi nel periodo invernale il costo giornaliero atteso per riscaldare gli ambienti interni a 20° di un’abitazione di 110 mq è di 27€.

Le cifre sono preoccupanti. Così come le conseguenze di un’azione di sostegno che non faccia leva sulle soluzioni alla crisi, lo sviluppo delle rinnovabili, l’efficienza energetica e il sostegno ai più vulnerabili.

 

Efficienza energetica e riforma della fiscalità come antidoti alla crisi dei prezzi

Il miglioramento dell’efficienza energetica, e di conseguenza la diminuzione della domanda di energia richiesta dalle abitazioni, sono la prima soluzione per mettere in sicurezza le famiglie (e il budget dello stato) dalla volatilità e rincari del gas.

Avere oggi una casa in classe energetica A permette di ridurre il costo della bolletta gas di 2/3 rispetto alla classe G. Il confronto tra il grafico 6 e il grafico 7 mostra come le abitazioni in classe A siano in grado di assorbire gli incrementi di costo degli approvvigionamenti energetici senza mettere a repentaglio la sicurezza economica delle famiglie.

 

Grafico 6 – Stima del costo giornaliero (€), inverno 2022-2023, per gli usi riscaldamento (impostando il termostato a 20°C), cucina e produzione di ACS in un’abitazione in classe G di diverse dimensioni e per diverse zone climatiche* *La temperatura più fredda corrisponde alla media giornaliera dei 10 giorni più freddi, mentre la temperatura più mite alla media giornaliera del periodo invernale novembre-marzo

 

Grafico 7 – Stima del costo giornaliero (€), inverno 2022-2023, per gli usi riscaldamento (impostando il termostato a 20°C), cucina e produzione di ACS in un’abitazione in classe A di diverse dimensioni e per diverse zone climatiche* *La temperatura più fredda corrisponde alla media giornaliera dei 10 giorni più freddi, mentre la temperatura più mite alla media giornaliera del periodo invernale novembre-marzo

L’efficienza energetica delle abitazioni deve coincidere con la decarbonizzazione dei consumi. La decarbonizzazione dei sistemi energetici, infatti, determinerà nei prossimi anni la necessità di migliorare l’efficienza delle abitazioni e farle transitare dai consumi di combustibili fossili, quale il gas, a consumi elettrici, sia per riscaldamento e cucina, che saranno alimentati in percentuali sempre maggiori da impianti rinnovabili. Basta considerare che l’Italia ha un obiettivo di penetrazione da fonti rinnovabili nel settore elettrico di oltre il 70% entro il 2030. In questo percorso le abitazioni saranno sicure sia da un punto di vista economico che climatico.

Favorire gli investimenti in efficienza, attraverso il disegno di un piano strutturale di incentivazione che assicuri elevati livelli di risparmio è una componente indispensabile per affrontare la crisi di oggi e uscirne più forti. Gli incentivi dovranno però escludere i sistemi a gas per assicurare che gli investimenti di oggi siano in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione.

Inoltre, un adeguato sistema di incentivi per l’efficienza in edilizia permette non solo di raggiungere gli obiettivi climatici di medio-lungo termine, ma anche di indirizzare e guidare il mercato e il settore delle costruzioni verso quelle tecnologie in linea con il processo di decarbonizzazione. Un progressivo aumento della domanda può favorire l’innovazione tecnologica, il superamento di barriere tecniche e impiantistiche, la carenza di manodopera qualificata, e portare a una crescita del settore creando investimenti e occupazione. Avere un sistema di incentivazione strutturale e permanente è il primo passo per la costruzione di una strategia industriale che sia adeguata alle sfide da affrontare.

Il ruolo della componente fiscale delle bollette energetiche sarà un altro tema da affrontare per il prossimo Governo. Prima dell’aumento dei prezzi dell’energia, infatti, vi era un forte sbilanciamento tra degli oneri fiscali e ambientali tra i due vettori energetici che, favorendo fortemente il gas, ne incentivava il consumo a scapito di una maggior penetrazione delle pompe di calore e di altre opzioni di elettrificazione più efficienti e pulite. A prezzi pre-crisi, nelle bollette gas gli oneri ambientali e fiscali erano circa 3 volte più bassi di quelli dell’elettricità. Con gli interventi di sostegno del governo (riduzione dell’IVA sul gas dal 10-22% al 5% e l’azzeramento degli oneri di sistema sull’elettrico), la situazione è cambiata. La crisi deve essere occasione per una revisione e ridistribuzione delle componenti fiscali e parafiscali delle tariffe energetiche che diano un segnale economico per favorire l’elettrificazione dei consumi finali e contestualmente garantiscano un gettito per finanziare l’efficienza energetica nelle abitazioni italiane.

Questa crisi può essere l’ultima opportunità per cambiare rotta e mettere l’azione climatica al servizio di cittadini e imprese, con un piano complessivo e coerente per abilitare la transizione.

 

Foto di BOOM: https://www.pexels.com/it-it/foto/cibo-uomo-persone-donna-12644994/

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