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Il 75% delle PMI europee vede le rinnovabili come soluzione contro il caro energia. 77% il dato per l’Italia

Secondo un nuovo studio pubblicato oggi da Beyond Fossil Fuels, oltre la metà delle Piccole e Medie Imprese (PMI) europee (59,1% in Italia) intervistate ritiene che la dipendenza del proprio Paese dai combustibili fossili sia all’origine del caro bollette.  

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La ricerca, condotta da YouGov in Italia, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Polonia, rivela che due terzi (76,6% Italia) delle PMI interpellate sono state costrette ad aumentare i prezzi dei loro beni e servizi in risposta alla crisi dei prezzi dell’energia, con impatti enormi anche sui clienti finali, e credono che le energie rinnovabili e l’efficienza energetica siano le soluzioni migliori per restare competitivi nel mercato.  

Le PMI rappresentano la spina dorsale dell’economia europea e delle nostre comunità. Offrono lavoro, crescita e prosperità a milioni di persone e, al pari delle famiglie, sono state fortemente colpite dalla recente crisi energetica.
Il numero delle PMI, all’interno dei 27 Stati membri UE, ammonta a circa 30 milioni. Da macellai e panettieri a commercialisti e avvocati, esse rappresentano i due terzi dei posti di lavoro e contribuiscono a più della metà del valore aggiunto del totale dalle imprese.

L’aumento delle bollette energetiche ha eroso profitti e produttività e il 77 % delle PMI intervistate in Italia sostiene di aver fatto sacrifici importanti per evitare licenziamenti. Sempre il 77% delle imprese intervistate in Italia si dicono pronte e disposte a intraprendere la via dalla transizione energetica, ma rintracciano la necessità che vengano rimosse le barriere, in primis amministrative e burocratiche.

Gli eventi geopolitici mondiali che incidono sulla stabilità delle forniture di gas risultano essere la principale ragione dell’aumento dei costi dell’energia. Questo per il 62% delle PMI italiane, dato superiore alla media europea, che si attesta al 56%. Un numero altrettanto elevato, superiore alla media degli intervistati di tutti e 6 i paesi del sondaggio, identifica nella dipendenza dell’Italia dai combustibili fossili uno dei motivi principali dell’aumento dei costi dell’energia 

In Italia, circa il 40% degli intervistati concorda sul fatto che la mancanza di misure di efficienza energetica, di programmi di sostegno e di progetti locali e nazionali di energia rinnovabile abbiano contribuito all’aumento dei costi.

 


Luca Iacoboni, Responsabile relazioni esterne e strategia per la decarbonizzazione di ECCO, ha dichiarato:  

“L’Italia è stata colpita duramente dalla crisi dell’energia. Una delle cause di un impatto così accentuato è stata l’enorme dipendenza dal gas fossile. Tre quarti delle PMI italiane hanno dovuto affrontare un enorme aumento dei costi, con conseguenze di vasta portata per la loro competitività e anche per i clienti finali. Questo segmento di economia, così importante per l’Italia, considera oggi le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica come i pilastri fondamentali per accrescere la loro competitività e garantirsi un futuro economicamente sostenibile. La revisione del Piano Nazionale per l’Energia e il Clima (PNIEC), attualmente in corso in tutta Europa e anche in Italia, sarà la cartina di tornasole per comprendere se l’Italia vuole continuare a dipendere dalle importazioni di fossili o, al contrario, ricercare la  sicurezza energetica con tecnologie più competitive, sostenibili e vantaggiose per i propri comparti produttivi.” 


Key findings del rapporto “Le rinnovabili come via di uscita dalla crisi del gas – Il punto di vista delle PMI su sicurezza energetica e competitività”

  1. La crisi energetica ha diminuito i margini di redditività delle piccole e medie imprese europee, in primo luogo a causa di un forte aumento dei costi. Quasi due terzi (65%) delle PMI coinvolte nello studio afferma che gli alti costi dell’energia hanno impattato negativamente sui ricavi, causando un aumento dei prezzi di beni e servizi.
  2. Secondo le piccole e medie imprese, la causa principale degli alti costi dell’energia sono i combustibili fossili. Infatti, più della metà (52%) delle PMI intervistate afferma che la dipendenza dai combustibili fossili del proprio paese è alla base dell’aumento dei prezzi dell’energia.
  3. Le piccole e medie imprese europee vedono l’aumento della produzione di energia da solare ed eolico come soluzione per aumentare la propria resilienza rispetto ai prezzi dell’energia. Più della metà (56%) delle PMI afferma che investire in progetti locali di energia rinnovabile come solare ed eolico è il modo migliore per aiutarle a superare la crisi energetica. Al secondo posto tra le misure di sostegno preferite dalle PMI ci sono i programmi per aiutare le imprese a generare direttamente la propria energia da fonti rinnovabili
  4. La maggior parte delle piccole e medie imprese dichiara di aver intrapreso azioni per il risparmio energetico. Il 24% che utilizza misure “smart”, mentre un ulteriore 20% afferma che sta considerando di implementare tali misure nei prossimi 12 mesi. Questo numero potrebbe salire al 72% in caso di incentivi e rimozione delle barriere. Il 40% delle PMI europee intervistate dichiara inoltre di aver installato pannelli solari, o quantomeno di avere intenzione di farlo nei prossimi 12 mesi. Questo numero sale al 75% in caso di adeguate misure di sostegno e di eliminazione degli ostacoli burocratici e amministrativi.
  5. La rimozione delle barriere amministrative e l’erogazione di incentivi sono i due principali provvedimenti rintracciati dalle piccole e medie imprese come necessari. In particolare, intervenire sulla questione amministrativa e burocratica potrebbe spingere il 10-14% in più delle PMI ad adottare soluzioni sostenibili, mentre incentivi mirati farebbero aumentare questo numero del 17-26%.

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    Photo by Kindel Media

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