COP28

Italia e finanza per il clima: dove siamo e raccomandazioni per COP28

A che punto siamo con il raggiungimento degli obiettivi della finanza per il clima? Quali sono i paesi che hanno contribuito maggiormente, e quali, invece, sono in ritardo con i loro contributi? E l’Italia?

Uno studio realizzato dal think tank ODI in collaborazione con ECCO esamina i finanziamenti per il clima forniti nel 2021 da parte dei paesi sviluppati per valutare i progressi di ciascun paese verso l’obiettivo dei 100 miliardi di dollari.

Scarica qui lo studio “Equa ripartizione della finanza per il clima? Edizione adattamento”

Il rapporto valuta i progressi fatti in relazione ai finanziamenti per il clima, esaminando quanto i paesi sviluppati hanno contribuito al raggiungimento dei 100 miliardi di dollari come da impegno preso alla COP15 di Copenaghen. Lo studio valuta inoltre il contributo di ciascun paese all’adattamento, dove l’obiettivo al 2025 era di raddoppiare i finanziamenti rispetto ai livelli del 2019.

Nella cornice dell’analisi sviluppata da ODI, ECCO si è concentrata sulle prestazioni dell’Italia, elaborando delle raccomandazioni utili perché il paese assuma nuovi impegni e colmi i deficit esistenti in vista della COP28.

Risultati dello studio e raccomandazioni per l’Italia

Dall’analisi emerge che tra i ventitré paesi sviluppati, sono solo otto ad aver versato la quota di finanziamenti per il clima nel 2021. Per quanto riguarda l’Italia, solo il 64% della sua quota equa di finanziamenti per il clima e il 62% rispetto all’obiettivo per l’adattamento sono stati forniti. Numeri che fanno posizionare il paese rispettivamente al quindicesimo e sedicesimo posto tra i ventitré presi in esame.

Alla luce di questi risultati, ECCO ha elaborato una serie raccomandazioni sulle azioni da intraprendere in vista della COP28:

  • Accelerare l’attuazione del Fondo Italiano per il Clima, assicurando integrità e trasparenza, e coinvolgendo nelle decisioni sia la società civile italiana che le comunità locali beneficiarie dei finanziamenti;
  • Stabilire criteri verificabili per aiutare a comprendere l’efficacia del Fondo nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi;
  • Garantire un finanziamento equilibrato tra le attività di mitigazione e adattamento, rafforzando gli incentivi finanziari per il settore privato che investe in azioni di adattamento;
  • Contribuire al secondo periodo di rifinanziamento del Green Climate Fund raddoppiando il precedente contributo fino a raggiungere i 600 milioni di euro. L’Italia insieme agli Stati Uniti è l’unico paese del G7 a non aver ancora annunciato il proprio contributo;
  • Per dimostrare un continuo supporto al Fondo per l’Adattamento e vista la domanda record di progetti da parte dei paesi in via di sviluppo, l’Italia dovrebbe aumentare il proprio contributo portandolo a 60 milioni di euro l’anno.
  • Sostenere la rapida entrata in funzione del nuovo fondo per le “Perdite e danni“, con un finanziamento iniziale di 50 milioni per renderlo immediatamente operativo.

Nello specifico, per colmare il deficit di adattamento, di 720 milioni di dollari all’anno (680 mil euro) si raccomanda di:

  • Aumentare la quota di sovvenzioni a fondo perduto all’interno del FIC, con azioni mirate a facilitare interventi in contesti fragili o colpiti da conflitti che sono particolarmente vulnerabili a shock e stress climatici;
  • Aumentare la quota di Aiuto Pubblico per lo Sviluppo (APS) dallo 0,3% del 2022 allo 0,5% entro il 2025 e 0,7% entro il 2030, allineando tutta la cooperazione con gli obiettivi climatici.

In vista dell’imminente inizio della Presidenza Italiana del G7 e a dimostrazione di una leadership dell’Italia sul clima, l’Italia dovrebbe sottoscrivere l’iniziativa della Presidenza COP28 sulla Climate Relief, Recovery, and Peace Declaration e dare seguito con annunci concreti all’intenzione di contribuire in maniera equa alla lotta ai cambiamenti climatici come promesso l’anno scorso alla COP27.

Scarica qui lo studio “Equa ripartizione della finanza per il clima? Edizione adattamento”

 

Foto di Pixabay

 

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