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Cos’è la tassonomia verde e perché è importante che non includa gas e nucleare

In vista del voto preliminare nelle Commissioni ambiente ed economia del Parlamento europeo, previsto per il 14 giugno, e del voto decisivo nella sessione plenaria del 5-6 luglio, riproponiamo le analisi e raccomandazioni di ECCO sulla tassonomia verde. Da queste emerge che una tassonomia verde con gas e nucleare sfavorisce l’Italia.

Cos’è la tassonomia?

La tassonomia è un sistema di classificazione nato per fornire chiarezza al mondo finanziario su quali attività economiche siano realmente sostenibili. In particolare, la tassonomia cosiddetta ‘verde’ dovrebbe indirizzare i capitali privati verso investimenti per la decarbonizzazione, contribuendo agli obiettivi di mitigazione del cambiamento climatico. La normativa europea in materia ha anche lo scopo di spingere gli altri paesi del mondo ad introdurre legislazioni simili, amplificando l’effetto dell’iniziativa e consolidando la leadership europea sul clima.

Quest’iniziativa parte dal presupposto che nella lotta al cambiamento climatico gli investimenti pubblici non sono sufficienti, ed è fondamentale trovare una soluzione per indirizzare i capitali privati verso tecnologie che favoriscono la transizione. Infatti, secondo le stime della Commissione europea, per raggiungere gli obiettivi climatici del 2030 servirebbero più di 300 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi ogni anno nei soli sistemi energetici, rispetto a quanto investito nel decennio 2011-20.

Quali sono stati i passaggi legislativi chiave?

La Commissione presieduta da Jean Claude Juncker nel 2018 prepara un Piano d’azione per la finanza sostenibile e istituisce il Technical Expert Group (TEG), un gruppo di esperti incaricati di delineare le caratteristiche del futuro regolamento sulla tassonomia. Il gruppo è composto da soggetti prevalentemente provenienti dal mondo della finanza, tra i quali Allianz Global Investors, Bloomberg e BNP Paribas Asset Management. L’Italia è rappresenta da Cassa Depositi e Prestiti e da Borsa Italiana.

Il TEG, nel giugno 2019 pubblica il suo rapporto tecnico, contenente, tra le altre cose, raccomandazioni sulla struttura della Tassonomia, e una lista delle attività economiche coperte da criteri tecnici (technical screening criteria). Tra questi viene indicato un limite emissivo per la produzione di energia elettrica a partire da gas nelle centrali pari a 100gCO2eq/kWh, calcolato sul ciclo di vita dell’impianto, con una prospettiva che tali emissioni vengano ridotte a zero entro il 2050 . Il rapporto definisce anche il principio di Non Apportare Danno Significativo (Do Not Significant Harm-DNSH) ovvero, tutte le misure di mitigazione non devono arrecare danni agli altri obiettivi ambientali.

Per quanto riguarda l’energia nucleare, il TEG, pur riconoscendo la sua importanza per la mitigazione, non raccomanda la sua inclusione a causa della mancanza di depositi sotterranei adatti a contenere le scorie nel lungo periodo e ritenendo impossibile valutare gli effetti del nucleare sugli altri obiettivi ambientali, demandava ad altri esperti.

Mentre la discussione su quali tecnologie includere, oltre alle rinnovabili, entra nel vivo, nel 2020 il cuore della tassonomia –  il Regolamento 2020/852 – venne introdotto. Il Regolamento contiene i principi generali della tassonomia europea, tra i quali spiccano tre criteri fondamentali perché un’attività possa considerarsi allineata alla tassonomia:

  1. contribuire ad uno o più degli obiettivi di sostenibilità (mitigazione, adattamento, protezione dell’acqua e delle risorse marine, economia circolare, prevenzione e controllo dell’inquinamento, protezione della biodiversità),
  2. non creare danno significativo (do no significant harm, o DNSH) a questi stessi obiettivi,
  3. avere un certo livello di salvaguardie sociali.

Sul tema dell’inclusione del nucleare, la Commissione europea chiede quindi al Joint Research Centre (JRC) e allo Scientific Committee on Health, Environment and Emerging Risks (SCHEER) un parere più approfondito. In un primo momento, nel marzo 2021 il centro di ricerca della Commissione JRC dà un giudizio positivo riguardo all’aderenza del nucleare al principio DNSH, tuttavia lo SCHEER, nel giugno 2021, evidenzia delle criticità nel rapporto del JRC, mettendone in dubbio le conclusioni.

Nel corso del 2021 la Commissione europea introduce, tramite atti delegati (atti tecnici soggetti a minore scrutinio da parte di Consiglio e Parlamento), la lista delle tecnologie considerate verdi.  L’atto delegato sulle attività sostenibili, pubblicato nel giugno 2021, non include gas e nucleare, in linea con le raccomandazioni del Technical Expert Group. Tale atto è entrato a far parte della tassonomia il  10 dicembre 2021 al termine del periodo di scrutinio da parte di Consiglio e Parlamento.

Gas e nucleare sono stati però poi introdotti nella tassonomia, pur con delle condizionalità, con un nuovo atto delegato il 2 Febbraio 2022 che ha fatto seguito ad una breve consultazione con gli Stati membri e la Piattaforma sulla Finanza Sostenibile. A questi si aggiunge un ulteriore atto delegato pubblicato nel luglio 2021, e entrato a far parte della tassonomia il 10 dicembre, riguardante la metodologia per la divulgazione delle informazioni.

A seguito della trasmissione ufficiale dell’atto delegato con gas e nucleare al Consiglio e al Parlamento Europeo, che ha fatto partire il periodo di scrutinio di quattro mesi (estendibili a sei), questi possono bloccare l’atto delegato votando contro. Non sono consentite modifiche: l’atto delegato deve essere accettato o respinto nella sua interezza. Data l’alta soglia (serve una maggioranza rafforzata corrispondente al 65% della popolazione europea pari a 20 Stati membri su 27) il Consiglio non ha votato contro questa misura. Al Parlamento europeo invece basta la maggioranza semplice, ossia 353 voti, il cui raggiungimento è possibile. Se il Parlamento europeo dovesse votare per rigettare l’atto delegato che include gas e nucleare, la tassonomia continuerebbe ad avere effetto, sulla base della legislazione e degli altri atti delegati non respinti, ma non includerebbe gas e nucleare.

Il voto preliminare nel comitato ambiente ed economia è previsto per il 14 giugno, mentre voto decisivo alla plenaria del Parlamento europeo è atteso per il 5 luglio.

Nel corso dei mesi, ECCO ha seguito il processo legislativo e di seguito potete trovare le nostre analisi sulla tassonomia:

  1. Serve una tassonomia ambiziosa come elemento chiave di decarbonizzazione : in questo primo blog, a pochi giorni dalla fine della COP26 analizziamo cos’è la tassonomia per dare chiarezza riguardo alla sua funzione. Chiediamo di non includere gas e nucleare per evitare di togliere significato e ridurre l’impatto trasformativo della tassonomia stessa. (19 novembre 2021)
  2. Tassonomia: il gas vince sulle rinnovabili e depotenzia la finanza sostenibile : a poca distanza dalla pubblicazione della bozza del secondo atto delegato il 31 Dicembre 2021 che include gas e nucleare, in questo blog analizziamo il contenuto della proposta e i criteri specifici per queste tecnologie esplorando i rischi derivanti dalla loro inclusione a livello europeo. (7 gennaio 2022)
  3. La tassonomia con gas e nucleare sfavorisce l’Italia: una settimana prima della pubblicazione del secondo atto delegato il 2 febbraio 2022, l’Italia risponde alla consultazione della Commissione delineando la sua posizione. In questo blog analizziamo e commentiamo la posizione dell’Italia che ha preferito non esprimersi sulla questione del nucleare ma si è invece detta fortemente a favore di un alleggerimento dei criteri riguardanti il gas fossile. In questa analisi sottolineiamo come all’Italia serva invece una tassonomia realmente verde. (2 febbraio 2022)

 

Photo by Lukáš Lehotský on Unsplash

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