Press Release

ECCO, il lancio

NASCE ECCO, IL THINK TANK INDIPENDENTE PER L’ENERGIA E IL CLIMA
  • ECCO nasce come forza della società civile e con il sostegno della filantropia europea e internazionale per accelerare l’azione per il clima in Italia e nel mondo
  • ECCO produrrà analisi e soluzioni trasformativi, basata su evidenze e competenze scientifiche, per ripensare il modo in cui oggi si parla, si interpreta e si agisce sul cambiamento climatico
  • Durante il lancio, esperti italiani e internazionali si sono riuniti ieri per discutere dell’importanza di avere un attore indipendente sul clima per la formulazione di politiche per l’interesse comune e che ruolo di leadership deve assumere l’Italia sulla politica del clima.
  • ECCO ha illustrato il programma di lavoro per il 2021, che include la riforma del sistema energetico, quella della finanza e della fiscalità, la decarbonizzazione dei processi industriali, il ruolo dell’Italia in Europa, la diplomazia nell’anno della COP26 e del G20, lo sviluppo e sicurezza nel Mediterraneo e Africa.

13 aprile 2021 – Prende vita ECCO, il primo think tank indipendente per innovare la conversazione sul clima in Italia, sviluppare analisi e proposte di soluzioni trasformative che aiutino le politiche ad accelerare la decarbonizzazione e la resilienza in linea con le raccomandazioni della scienza.

ECCO è finanziato esclusivamente da risorse di natura filantropica e pubblica e prende avvio grazie al supporto iniziale della European Climate Foundation e della Bulb Foundation. ECCO è, inoltre, sostenuto da partenariati strategici, come quello con il think tank europeo, E3G, e WWF Italia.

L’evento è disponibile sulla piattaforma YouTube di ECCO:

“Per affrontare la sfida complessa del clima serve un attore della società civile che bilanci gli interessi delle imprese e l’agire dei governi nel proporre e nel monitorare le politiche per il clima”, ha commentato Matteo Leonardi, co-fondatore di ECCO. “Oggi che tutti parlano di clima è fondamentale dimostrare la propria indipendenza. Il tempo per la decarbonizzazione è limitato ed anche le risorse per farlo. Ci è venuta incontro la filantropia internazionale che riconosce la necessità di un pensiero indipendente in Italia.”

L’evento di lancio, nasce da una premessa sostanziale, ovvero che la crisi climatica rappresenti un’opportunità e una forza propulsiva di una società più equa, in Italia e nel mondo.

“Il cambiamento climatico deve essere letto oggi come una questione politica, sociale e di cooperazione globale, e non solo economica e tecnologica”, ha affermato Luca Bergamaschi, co-fondatore di ECCO. “La sfida del clima mette in discussione la questione della nostra identità, della salute, del lavoro, della coesione sociale, della giustizia intergenerazionale e della cooperazione e dello sviluppo. Una società che non sia in grado di parlarne in questi termini non sarà in grado di affrontarla in modo adeguato”.

Secondo Laurence Tubiana, CEO della European Climate Foundation, “gli occhi di tutto il mondo sono puntati sull’Italia. È un banco di prova di credibilità importante. ECCO potrà giocare un ruolo di estrema rilevanza, anche se il contesto a livello internazionale non è semplice. Dobbiamo davvero porre fine al sostegno pubblico ai combustibili fossili e questa è la direzione che l’Italia dovrebbe promuovere. Ad esempio, stiamo ancora spendendo molto per le politiche di esportazione per il gas. Se il G7 e il G20 non riuscissero a fornire una soluzione concreta in questa direzione, sarà davvero difficile avere successo a Glasgow”.

La società civile, secondo il commento di Enrico Giovannini, Ministro per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili, rappresenta un attore fondamentale nell’accompagnare la realizzazione del Piano di Ripresa e Resilienza. “Credo fermamente nel dialogo con la società civile. La trasformazione nel senso dell’Agenda 2030 riguarda tutto un paese, non solo un settore pubblico, ed è qui dove i centri di ricerca svolgono un ruolo fondamentale, non solo per indicare la strada, ma anche per monitorare ciò che avviene cercando di aiutandoci a correggere eventuali errori”.

Francesco La Camera, Direttore Generale di IRENA, ha ricordato che “la leadership si manifesta nel guidare i processi decisionali in modo coerente. La quantità di risorse mobilitate per far fronte alla crisi economica e alla pandemia è senza precedenti. Ogni milione di dollari investiti in rinnovabili crea 25 posti di lavoro, tre volte di più rispetto a quelli investiti in fonti fossili”.

Per Alessandra Todde, Viceministra dello Sviluppo Economico “Il settore chimico, dell’acciaio e del cemento sono settori chiave che devono transire verso una realtà più sostenibile. Anche il tema per una giusta competitività è importante. Bisogna investire i fondi del Recovery per costruire nuove filiere. Come Istituzioni siamo a disposizione per poter interloquire e per poter collaborare”.

Per Marc Vanheukelen, Ambasciatore europeo per il la diplomazia climatica, Servizio europeo per l’azione esterna, Commissione Europea “L’Italia detiene la presidenza del G20 in un punto di congiunzione davvero critico nelle politiche internazionali sul clima e sulle energie. ECCO può contribuire con idee realizzabili. C’è ancora molto da fare. Il think tank può fare molto lavoro utile”.

Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima e Energia del WWF Italia, ha sottolineato che “è importante rafforzare il dialogo tra la società civile e la classe dirigente, che vada oltre le ideologie e che permetta di capire insieme come meglio affrontare la transizione energetica nazionale”.

Per Carlo Carraro, Rettore Emerito e Professore Ordinario di Economia Ambientale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e vicepresidente del Working Group III dell’IPCC:
“Avete avviato un progetto che era importante in Italia. Il supporto primo del vostro lavoro è sicuramente la base scientifica, su cui i risultati e le analisi, non soltanto quelle dei climatologi, perché c’è spesso la tendenza a guardare al cambiamento climatico solo da un punto di vista fisico, mentre gli elementi importanti da valutare sono anche quelli socio-economici”.

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