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I pilastri della governance per il clima

Verso una legge quadro sul clima in Italia

Senza una nuova “governance per il clima”. Al contrario, non sarà possibile raggiungere gli obiettivi climatici e gestire la transizione in modo giusto e ordinato.  In questo rapporto ECCO analizza lo stato attuale della governance climatica in Italia proponendo soluzioni per il suo miglioramento, come presupposto indispensabile per l’effettiva realizzazione della transizione ecologica. 

Dall’analisi di ECCO, i limiti identificati nell’attuale governance includono:  

  1. Mancanza di qualità degli obiettivi climatici italiani e della loro definizioneViene riscontrata la mancanza di una sequenza tra visione strategica a lungo termine e obiettivi di breve-medio termine; difficoltà nel programmare la revisione delle strategie nazionali e di ancorarle a dati aggiornati e in linea con la scienza; mancanza di tappe e scadenze intermedie e di una programmazione settoriale di politiche e risorse finanziarie basata su una chiara valutazione d’impatto;  
  1. L’incoerenza delle politiche nazionali con gli obiettivi climatici. Si nota un’incoerenza tra un numero significativo di decisioni di policy nazionali e gli obiettivi di decarbonizzazione: ne sono esempio il continuo supporto a nuovo gas naturale nonostante i volumi e le infrastrutture esistenti per la generazione elettrica e il trasporto del gas siano più che siffucienti a garantire la sicurezza e la flessibilità del sistema; la mancanza di valutazione di impatto degli investimenti nel Piano di Ripresa e Resilienza rispetto agli obiettivi climatici; l’incertezza di includere una fiscalità climatica nelle prossime riforme fiscali. 
  1. La scarsa implementazione e monitoraggio dei progressi raggiunti, come nel caso dell’Osservatorio PNIEC e del rispettivo monitoraggio dell’impatto del Piano stesso. Mancanza che contribuisce ad aumentare il gap tra gli impegni climatici e la loro effettiva implementazione. 
  1. L’incoerenza tra mandati, dialogo inter-istituzionale e risorse, intesi come il disallineamento delle politiche nei diversi livelli dell’Amministrazione pubblica e una mancanza di risorse umane nei Ministeri. Una mancanza che rende difficile implementare le politiche climatiche nazionali a tutti i livelli dell’amministrazione e al pari inibisce i contributi delle amministrazioni decentrate alle soluzioni per il clima. 

Alla luce del deficit evidenziato, ECCO raccomanda, sulla base delle best practices europee, una serie di misure, tra cui: 

  • L’adozione di un bilancio di emissioni (o carbon budgetper definire obiettivi realistici e puntuali, e per introdurre un sistema di valutazione e monitoraggio che dia immediata evidenza degli impatti e della coerenza, o meno, delle scelte politiche (di tutti i Ministeri) rispetto agli obiettivi climatici di breve, medio e lungo termine.  
  • Imporre l’orizzonte a lungo termine come bussolaaffinché ogni decisione politica nel breve e medio periodo contribuisca al (e non danneggi il) raggiungimento dell’obiettivo di emissioni zero nette al 2050, rispecchiando quanto già fatto a livello di Unione Europea con la Legge Europea sul Clima. 
  • Chiarire la responsabilità politica per ogni decisioneper migliorare l’accountability delle politiche nazionali. 
  • Creare un Comitato scientifico indipendente per avvicinare conoscenze scientifiche alle scelte politiche, consigliando i decisori e verificando regolarmente la coerenza degli impegni con gli obiettivi climatici. Il Comitato può anche contribuire a migliorare la trasparenza delle informazioni per un dibattito più informato e aperto, come già accade in molti paesi europei e non. 
  • Definire una metodologia per il monitoraggio delle misure, al fine di valutarne l’impatto e per guidare il lavoro dell’Osservatorio PNIEC – da implementare il prima possibile.  
  • Integrare gli obiettivi climatici negli statuti e nei mandati di istituzioni e imprese controllate su tutti i livelli.  

In Europa molte delle raccomandazioni si ritrovano nelle oramai popolari “leggi sul clima” – al momento assente in Italia. La COP26 è l’occasione per impegnare l’Italia ad adottare un ‘legge sul clima’ nel corso del 2022 per disegnare una nuova governance all’altezza della sfida. Una governance efficace e in grado di ridurre il distacco tra gli impegni e l’effettiva implementazione della politica climatica. 

Il rapporto completo è disponibile qui.

 

IMAGE CREDIT @UKCOP26.ORG

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